Vorrei porre l’attenzione sulla coincidenza delle due feste popolari saccenzi: la madonna del soccorso da un lato e il carnevale dall’altro. Testimonianza del fatto che il confine tra sacro e profano si è assottigliato fino quasi a “mesclarsi”. Qualcuno potrà dire che nella presenza delle banconote sul vestito della madonna a mò di “robbi stinnuti”, già la differenza si era più che mai ridotta ma, il fattore temporale è entrato in campo a sottolinearlo. Qualcuno di voi potrà dire che nella pedanteria della pioggia durante il carnevale già i sacri umidi segnali del divino volevano sottintendere la “carnalità della festa”, nonchè cosa negativa. Io di sicuro potrò dirvi che ambedue sono ciecamente “influenzate”.Ovvero malate. E la cosa triste è che il popolo pur di non ammettere la realtà si benda e tira avanti immaginando e non comprendendo che prima o poi a camminar bendati si rischia di cadere o sbattere. Viva l’immaginazione, viva!